Beato Aurelio da Vinalesa e Compagni

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26 SETTEMBRE: BEATO AURELIO DA VINALESA E COMPAGNI

 

Giovanni Paolo II l'11 marzo 2001 ha beatificato un gruppo di 240 martiri, vittime della persecuzione religiosa durante la guerra civile spagnola (1936-1939). Tra essi ci sono 12 frati cappuccini e 5 clarisse cappuccine. Il primo di questi martiri cappuccini spagnoli di Valencia è Aurelio da Vinalesa.

Aurelio da Vilanesa

Josè Ample Alcaide nacque il 3 febbraio 1896 a Vinalesa (Valencia). Fece i primi studi nel Seminario serafico di Massamagrell (Valencia). Vestì l'abito cappuccino nel 1912. Emise la professione temporanea il 10 agosto 1913 e quella perpetua il 18 dicembre 1917. Fu poi inviato a Roma per perfezionarsi negli studi e qui fu ordinato sacerdote il 26 marzo 1921.

Ritornato in Spagna, venne nominato direttore dello Studentato di filosofia e teologia dei Cappuccini a Orihuela (Alicante). Durante la rivoluzione del 1936 tutti i religiosi del convento di Orihuela si dispersero. Padre Aurelio cercò rifugio nella casa paterna a Vinalesa. Fu catturato e ucciso dai miliziani il 28 agosto 1936. Morì gridando: «Viva Cristo Re!». Il suo corpo fu sepolto nel cimitero di Foyos (Valencia). Passata la guerra civile, i suoi resti furono esumati e trasportati nel cimitero di Vinalesa. Attualmente riposano nella cappella dei martiri cappuccini del convento della Maddalena di Massamagrell.

I nomi dei Compagni martiri di Aurelio da Vinalesa sono: Ambrogio da Benaguacil, sacerdote; Bernardo da Lugar Nuevo de Fenollet, laico; Bonaventura da Puzol, sacerdote; Enrico da Almazora, diacono; Fedele da Puzol, laico; Germano da Carcagente, sacerdote; Giacomo da Rafelbunol, sacerdote; Gioacchino da Albocacer, sacerdote; Modesto da Albocacer, sacerdote; Pacifico da Valencia, laico; Pietro da Benisa, sacerdote; Isabella, Vergine; Maria dei Miracoli, Vergine; Maria Felicita, Vergine; Maria Jesus Vergine; Maria Veronica, Vergine. Questi martiri della Provincia cappuccina di Valencia incarnano in maniera sublime l'essenza della spiritualità francescana nel suo ideale di sequela di Cristo povero e crocifisso e all'inizio del terzo millennio ci ricordano che il martirio fa parte dell'essenza stessa della vita della Chiesa.

Ha detto Giovanni Paolo II nell'Omelia per la Commemorazione ecumenica dei testimoni della fede del secolo XX (7 maggio 200): «L'esperienza dei martiri e dei testimoni della fede non è caratteristica solo della Chiesa degli inizi, ma connota ogni epoca della sua storia. Nel secolo XX, poi, forse ancor più che nel primo periodo del cristianesimo, moltissimi sono stati coloro che hanno testimoniato la fede con sofferenze spesso eroiche»

Beatificazione di 233 Servi di Dio

Omelia di Giovanni Paolo II, domenica 11 marzo 2001. Leggi l'omelia ...
Litterae Apostolicae "Afflictus Est" di Giovanni Paolo II Leggi Lettera ...

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