Beato Angelo d'Acri

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31 OTTOBRE: BEATO ANGELO D'ACRI

Luca Antonio nacque ad Acri (Cosenza) il 19 ottobre 1669 da Francesco Falcone e da Diana Errico due popolani poveri di beni materiali, ma ricchi di virtù e di pietà cristiane. Apprese a leggere e scrivere da un vicino di casa, che aveva aperto una scuola di grammatica, e i primi elementi della dottrina cristiana, frequentando la parrocchiale di S. Nicola e la chiesa conventuale dei cappuccini di Santa Maria degli Angeli. Sente il richiamo alla vita religiosa dopo l'incontro con il p. Antonio da Olivadi, un cappuccino allora famoso e apprezzato in tutto il Meridione per la sua santità, che nel 1689 era venuto in Acri per tenervi un ciclo di predicazione.

Così, a diciannove anni, Luca Antonio entrò nel noviziato dei Cappuccini di Dipignano. Ma, dopo alcuni giorni rientra in famiglia.

L'8 novembre 1689 con umiltà e coraggio si ripresentò ai frati del convento di Acri e, implorandone il perdono, chiese di essere riammesso alla vita religiosa, ma anche stavolta ritorna a casa.

Il 12 novembre 1690 per la terza volta si presenta dai cappuccini e, cosa che ha davvero del miracoloso, il giovane riuscì a ottenere dal ministro generale dell'Ordine la licenza necessaria per ricominciare nel convento del Belvedere di Acri l'anno di noviziato. Il 12 novembre 1691 emise i voti solenni ricevendo il nome di fra' Angelo d'Acri.

Dal 1695 al 1700, nei conventi di Rossano, di Corigliano Calabro e di Cassano Jonio, completò gli studi teologici, filosofici e umanistici, che aveva iniziato ad Acri. Il 10 aprile 1700, giorno di Pasqua, fu ordinato sacerdote nel duomo di Cassano Jonio e destinato, dai superiori, al ministero della predicazione.

Dal 1702 al 1739, anno della sua morte, percorse instancabilmente tutta la Calabria e buona parte dell'Italia meridionale, predicando quaresimali, missioni popolari ed esercizi spirituali. In tutti i luoghi dove predicava, la sua presenza richiamava nelle chiese moltitudini innumerevoli di fedeli, e continuo era al suo confessionale il concorso di persone di ogni ceto e di ogni età, che egli non si stancava mai di ascoltare.

Beato Angelo «È una grande grazia e una grande gloria essere cappuccini e veri figli di s. Francesco.
Ma bisogna conoscere e portare sempre con noi cinque gemme preziose: austerità, semplicità, esatta osservanza delle Costituzioni e della serafica Regola, innocenza di vita e carità inesauribile.»

Beato Angelo d'Acri

Nel 1724 iniziò la costruzione di un convento di Cappuccinelle in Acri, che venne inaugurato il 1° giugno 1726. Padre Angelo fu anche più volte maestro dei novizi, guardiano nei conventi di Mormanno, Cetraro e Acri, visitatore e definitore provinciale, ministro provinciale (dal 1717 al 1720) e, infine, nel 1735, provisitatore generale. Morì in Acri il 30 ottobre 1739.

La causa di beatificazione fu introdotta il 27 maggio 1778. Essa si concluse il 17 giugno 1821 con la dichiarazione dell'eroicità delle virtù di p. Angelo. Leone XII il 18 dicembre 1825 lo proclamava beato. Le sue sacre spoglie ora sono raccolte nel monumentale santuario innalzato in Acri tra il 1893 e 1896, ed elevato a Basilica minore da Giovanni Paolo II.

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