Beati Martiri polacchi

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16 GIUGNO: BEATI MARTIRI POLACCHI

 

Il 13 giugno 1999, a Varsavia, durante il suo settimo viaggio apostolico in Polonia, Papa Giovanni Paolo II ha beatificato 108 martiri vittime della persecuzione nazista, dal 1939 al 1945, contro la Chiesa polacca. Tra loro ci sono cinque frati minori cappuccini :

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Aniceto Koplin nasce il 30 giugno 1875 a Debrzno, nella Prussia occidentale, in una città confinante con la Polonia e in cui forte era la presenza polacca. Il 23 novembre 1893 entrò nel lontano convento dei cappuccini di Sigolsheim in Alsazia. Il 15 agosto del 1900 fu consacrato sacerdote e iniziò a svolgere il suo apostolato nella zona della Ruhr. Nel 1918 gli venne richiesto di rendersi disponibile per la riorganizzazione della vita ecclesiale e dell'Ordine a Varsavia. Fra Aniceto Koplin era di nazionalità tedesca, ma all’inizio della guerra spinto da una radicale solidarietà con il popolo polacco mutò il suo cognome in Koplinski. Durante la prima settimana dell'occupazione tedesca egli rimase in convento. Per la Gestapo i cappuccini e in particolare padre Koplinski erano fumo negli occhi. Il 28 giugno 1941 venne arrestato insieme ad altri 20 confratelli e rinchiuso nella prigione di Pawiak. Il 3 settembre furono caricati tutti in un carro bestiame per essere trasportati ad Auschwitz. Avendo 66 anni padre Aniceto venne destinato nel blocco degli invalidi da dove si passava direttamente alle camere a gas. Testimonierà il suo provinciale e compagno di prigionia padre Arcangelo che «padre Aniceto, appena giunto all'entrata del campo di concentramento, venne bastonato perché non riusciva a tenere il passo degli altri; oltre ciò fu azzannato anche da un cane delle SS. Durante l'appello il frate cappuccino venne messo insieme agli anziani e a coloro che non potevano lavorare e collocato nel blocco vicino a quello dei destinati alla morte. Durante tutto questo periodo di sofferenze padre Aniceto ha pregato e taciuto, mantenendo costantemente la pace e il silenzio». Il 16 ottobre 1941 padre Aniceto fu gettato insieme ad altri prigionieri in una fossa e sepolto vivo con la calcina che bruciava i corpi fino a consumarli in una morte atroce.


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Floriano Stepniak nasce a Żdżary il 3 gennaio 1912 e il 14 agosto 1931 inizia il noviziato a Nowe Miasto. Emette la professione perpetua il 15 agosto 1935 e diventa sacerdote il 24 giugno 1938. Allo scoppio della guerra, il 1° settembre 1939, si trovava a Lublino. In quei giorni e mesi cruciali non abbandonò il convento, ma continuò coraggiosamente a confessare i fedeli. Il 25 gennaio 1940, insieme a tutti i frati del convento, fu tratto in arresto dalla Gestapo e il successivo 18 giugno fu tradotto nel campo di concentramento di Sachsenhausen, vicino a Berlino. Il 14 dicembre del 1940, infine, fu trasferito al campo di concentramento di Dachau, dove fu ucciso con il gas il 12 agosto del 1942.

 


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Fedele Chojnacki nasce il 1° novembre 1906 a Łódż. Entrò nel Terz'Ordine di San Francesco presso la chiesa dei cappuccini di Varsavia. I rapporti costanti con i cappuccini suscitarono in lui la vocazione religiosa. Il 27 agosto 1933, a Nowe Miasto, ricevette l'abito cappuccino e il nome religioso di Fedele. Il 28 agosto 1937 emise i voti perpetui. Il 25 gennaio 1940 venne arrestato e internato nel carcere di Lublino. Dopo 5 mesi fu trasferito nel campo di concentramento di Sachsenhausen, nei pressi di Berlino. Il 14 dicembre 1940, con un convoglio di preti e religiosi, venne trasferito al campo di concentramento di Dachau, vicino a Monaco di Baviera. Il 28 luglio del 1942 morì nell'ospedale del campo e il suo corpo fu bruciato nel forno crematorio.


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Enrico Krzysztofik nasce il 22 marzo 1908 a Zachorzev. Terminata la scuola primaria nel 1925 si presentò al Collegio di San Fedele dei Cappuccini di Łomża, dove frequentò due classi. Il 14 agosto del 1927, presso il convento di Nowe Miasto, vestì l'abito cappuccino e prese il nome religioso di Enrico. Fu inviato a studiare teologia a Roma, dove il 15 agosto 1931 emise i voti perpetui e il 30 luglio 1933 fu ordinato sacerdote. Per incarico dei suoi superiori, prosegui gli studi presso la facoltà di teologia dell'Università Gregoriana, risiedendo nel Collegio Internazionale San Lorenzo da Brindisi dei cappuccini. Nel 1935 conseguì la licenza in teologia. Ritornato in Polonia, fu destinato al convento di Lublino, dove insegnò teologia dogmatica presso il locale seminario religioso cappuccino. Di lì a poco fu nominato rettore dello stesso seminario e vicario del convento. Allo scoppio della guerra fra Enrico dovette assumere l’ufficio di guardiano del convento. Il 25 gennaio 1940 la Gestapo tedesca arrestò 23 cappuccini del convento di Lublino e fra loro il superiore, fra Enrico. Il 18 giugno 1940 furono tutti portati al campo di concentramento di Sachsenhausen e il 14 dicembre 1940 nel campo di concentramento di Dachau. Fra Enrico sopravvisse solo fino all'estate del 1941. Nel luglio del 1941 fu ricoverato nell'ospedale del campo. Di là fece recapitare ai propri allievi chierici un messaggio segreto, riportato poi a memoria da uno dei destinatari, fra Gaetano Ambrożkiewicz: «Cari fratelli! Sono in corsia nel blocco 7. Sono paurosamente dimagrito perché disidratato. Peso 35 chili. Fanno male tutte le ossa. Sono disteso sul letto come sulla croce insieme a Cristo e mi è grato essere e soffrire con Lui. Prego per voi e offro a Dio queste mie sofferenze per voi». Morì il 4 agosto del 1942 e il suo corpo fu bruciato nel forno crematorio del campo 12.


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Sinforiano Ducki nasce il 10 maggio 1888 a Varsavia. Entra nel noviziato a Nowe Miasto il 19 maggio 1920. Terminato l'anno di noviziato, il 20 maggio 1921, si dedicò al servizio fraterno nei conventi di Varsavia, di Łomza ed ancora di Varsavia (dal 27 maggio 1924), dove emette la professione solenne il 22 maggio 1925. A Varsavia svolse prima la mansione di fratello questuante e poi fu nominato, per diversi anni, fratello compagno del ministro provinciale. Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, il 27 giugno del 1941, la Gestapo arrestò tutti e ventidue i frati cappuccini del convento della capitale. In un primo tempo Sinforiano fu internato nella prigione di Pawiak e poi, il 3 settembre, ad Auschwitz. Una sera, mentre i tedeschi avevano iniziato a trucidare in modo bestiale i prigionieri, fracassando loro la testa a manganellate, Sinforiano li affrontò facendo su di loro il segno della croce. Il testimone oculare e compagno di prigionia, Czesław Ostańkowicz, dichiara che ci fu un attimo di sbigottimento, seguito dall'ordine di bastonarlo. Fra Sinforiano fu colpito da una manganellata in testa e stramazzò al suolo. Poco dopo ebbe la forza di risollevarsi e rifece il segno della croce. Fu allora che lo assassinarono. Era l'11 aprile 1942.

Galleria fotografica.

Nel nostro secolo sono tornati i martiri, spesso sconosciuti, quasi "militi ignoti" della grande causa di Dio…

Non devono essere perdute nella Chiesa le loro testimonianze.





"Tertio Millennio adveniente"
Giovanni Paolo II
Frati Cappuccini Assisi