Beati Gianluigi, Protasio, Sebastiano

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18 AGOSTO: BEATI GIANLUIGI, PROTASIO, SEBASTIANO

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L'Assemblea Costituente della Rivoluzione Francese, nel 1789, dopo aver confiscato tutti i beni ecclesiastici e soppresso gli istituti religiosi, aveva decretato la Costituzione Civile del Clero alla quale la maggior parte dei vescovi e del clero religioso e diocesano si rifiutò di prestare giuramento. Nel 1792 furono subito massacrati in trecento, tra vescovi e sacerdoti, refrattari al giuramento. Altri 2412 sacerdoti e religiosi furono, invece, deportati in tre diverse zone della Francia: 829 a La Rochelle (Rochefort), 76 a Nantes-Brest e 1494 a Bandeau-Blayc. Nel 1794 i deportati di Rochefort furono imbarcati su due vecchie navi ("pontons"), ormeggiate al largo dell'isola di Aix. [foto] Dopo cinque mesi di sofferenze e di stenti indicibili, costretti in uno spazio troppo angusto per un numero così alto di persone, senza assistenza sanitaria, malnutriti e soggetti alle sevizie dei carcerieri, si contarono ben 547 morti. Il 2 luglio 1994 fu riconosciuto il loro martirio e il 1° ottobre 1995 essi furono beatificati da papa Giovanni Paolo II. Tra i beati martiri morti sui "pontons de Rochefort" nel 1794 ci sono anche tre sacerdoti cappuccini: Gianluigi da Besançon, Protasio da Séez, Sebastiano da Nancy.

Gianbattista Loir nacque a Besançon l'11 marzo 1720. A vent'anni, nel mese di maggio del 1740, entra nel convento dei cappuccini di Lione. Emette la professione religiosa il 9 maggio 1741 con il nome di fra' Gianluigi da Besançon. Trascorse la maggior parte della sua vita nei due conventi che i Cappuccini abitavano a Lione. Dopo la soppressione dei conventi religiosi, nel 1791, si ritirò presso i parenti a Précord. Nel 1793, non avendo, come sacerdote, prestato giuramento alla Costituzione Civile del Clero, fu imprigionato e ammassato poi, nel 1794, con altri 400 deportati come lui, su uno dei due navigli della morte di Rochefort. I compagni di prigionia lo trovarono morto il 19 maggio 1794, inginocchiato al suo posto come se pregasse. Sullo stesso naviglio dove era morto Gianluigi da Besançon c'era anche padre Protasio da Séez.

Protasio Bourdon nacque il 3 aprile 1747 a Séez in una famiglia di benestanti cristiani che lo educarono nella fede. Ciò favorì in lui la vocazione alla vita religiosa che lo portò nel 1767 ad entrare tra i cappuccini di Bayeux. Il 27 novembre 1768 emette la professione con il nome di fra' Protasio da Séez. Fu consacrato sacerdote nel 1775 e nel 1789 è segretario del ministro provinciale di Normandia. Anch'egli rifiutò di aderire alla Costituzione Civile del Clero e quando, nel 1791, dovette abbandonare il convento di Rouen, anziché prendere la via dell'esilio, restò in città presso un pio conoscente continuando a celebrare clandestinamente l'Eucaristia. Questa tenacia gli costò l'arresto il 10 aprile 1793 e nel 1794 è trasferito a Rochefort. Dopo quattro mesi di prigionia sul "Deux-Associés", il naviglio trasformato in lager dai rivoluzionari, padre Protasio muore nella notte dal 23 al 24 agosto del 1794.

Francesco François nacque a Nancy il 17 gennaio 1749. Il 24 gennaio 1768, a diciannove anni, entra nel convento dei cappuccini di Saint-Michel e l'anno seguente, nel 1769, fa la sua professione solenne con il nome di fra' Sebastiano da Nancy. Dopo il noviziato fra' Sebastiano passò nello studentato di Pont-à-Mousson dove verrà ordinato sacerdote. Negli anni 1778-1789 lavorò pastoralmente in molte parrocchie della diocesi di Metz. Quando scoppiò la Rivoluzione padre Sebastiano si trovava nel convento d'Epinal. Imprigionato nel 1793 perché refrattario alla Costituzione Civile del Clero fu poi trasportato a Rochefort nel 1794. Venne trovato morto, sul famigerato "Deux-Associés", il 10 agosto 1794, con le braccia in forma di croce e gli occhi innalzati al cielo. Un compagno di prigionia di padre Sebastiano ha lasciato scritto nel suo diario: «Non riuscimmo mai a spiegarci come il suo corpo avesse conservato così a lungo quella posizione orante, nonostante il continuo rullio della piccola imbarcazione».

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