Santa Chiara d'Assisi

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Santa Chiara d'Assisi
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Consapevole che le donazioni e le proprietà in comune, previste dalla Regola di San Benedetto, avrebbero distrutto il principio della "povertà" posto da frate Francesco a fondamento della loro forma vitae, Chiara si rivolge allora a Papa Innocenzo III chiedendogli un privilegium che consentisse alle Pauperes Dominae Sancti Damiani di conservare l'ispirazione francescana: Volendo che la sua famiglia religiosa si nominasse con il nome della povertà, impetrò da Innocenzo III di buona memoria il privilegio della povertà (FF 3186).

Morte di Santa Chiara

Questo "privilegio della povertà" concedeva a Chiara e alle sue sorores di vivere senza rendite di capitali, mobili o immobili, confidando solo nella Provvidenza del Signore. Poco prima della morte di frate Francesco San Damiano passò dalla giurisdizione vescovile sotto la protezione della Santa Sede entrando a far parte di quell'Ordo pauperum dominarum de Valle Spoleti sive Tuscia nato su iniziativa del cardinale Ugolino a partire dagli anni 1218-1219.

Era tanta l'ammirazione del cardinale Ugolino, il futuro Papa Gregorio IX, per Chiara e le sue sorelle, che mutò il nome dell'Ordo pauperum dominarum in Ordo Sancti Damiani. I monasteri ugoliniani, però, osservavano una formula vitae d'influenza benedettina, scritta dallo stesso cardinale, che prevedeva una rigidissima clausura.

Chiara alla fine l'accettò, ma in cambio chiese che le fosse confermato il Privilegium paupertatis di Innocenzo III, ciò che Ugolino, divenuto Papa Gregorio IX, concesse nel 1228.

Chiara custodì il Privilegium gelosamente, senza timori reverenziali per nessuno: essa tanto amò la povertà - al processo di canonizzazione Suor Benvenuta da Perugia ha ricordato - che né papa Gregorio, né lo vescovo Ostiense poddero mai fare che essa fusse contenta de recevere alcuna possessione (FF 2965). La preoccupazione di salvare l'origine francescana di San Damiano spinse poi Chiara, negli ultimi anni della sua vita, nonostante la malattia che l'affliggeva, a scrivere una Regola simile a quella dei Frati Minori.

La Regola di Chiara è la prima regola, nella storia della Chiesa, scritta da una donna per delle donne e le fu confermata da un commosso Papa Innocenzo IV che si recò di persona a San Damiano per portare a Chiara morente la sua benedizione e consegnarle la bolla di approvazione della Regola.

Il giorno dopo, l'11 agosto 1253, Chiara muore. Due anni più tardi, il 15 agosto1255, Alessandro IV la proclamò Santa con la bolla Clara claris praeclara.



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