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E’ il bellunese di Falcade, fr. Roberto Genuin, nato il 20 settembre 1961, laureato “in utroque iure” alla Pontificia Università Lateranense, finora guardiano del convento di Rovereto in provincia di Trento, il nuovo ministro generale dei frati minori cappuccini. Dopo 24 anni un italiano torna a ricoprire la guida dell’ordine.

E’ stato eletto dall’85 Capitolo Generale dell’Ordine in svolgimento a Roma presso il Collegio Internazionale San Lorenzo da Brindisi.

Il nuovo ministro generale succede allo svizzero fr. Mauro Johri.

Nel corso della settimana verranno eletti i consiglieri generali ed il vicario che guideranno l’Ordine fino al 2024.

 

 

 

Biografia di fr. Roberto Genuin

Nato il 20 Settembre 1961 a Falcade (provincia e diocesi di Belluno, Italia) da Antonio Genuin e Valeria Adami, in una numerosa e credente famiglia, Roberto venne battezzato il successivo 24 Settembre e ricevette il sacramento della Confermazione il 19 Aprile 1973.

Entra nel 1972 nel Seminario Serafico di Castelmonte (UD) della provincia dei frati minori cappuccini del Veneto. Inizia l’anno di Noviziato a Lendinara (Provincia e Diocesi di Adria-Rovigo) il 3 Ottobre 1980, dove emette la professione temporanea dei voti il 4 Ottobre 1981 e quella perpetua a Venezia il 30 Giugno 1985. Nella stessa Città e Patriarcato di Venezia, viene ordinato diacono l’11 Maggio 1986 per l’imposizione delle mani del Cardinale Patriarca Marco Cè e presbitero il 27 Giugno 1987 nella parrocchia natia di Falcade (Belluno) per l’imposizione delle mani di S.E.R. Mons. Maffeo Ducoli.

Fr. Roberto consegue il Baccalaureato in Sacra Teologia «Summa cum laude» nello Studio Teologico Interprovinciale «Laurentianum» in Venezia, affiliato alla Facoltà di Teologia della Pontificia Università «Antonianum» di Roma, il 27 Giugno 1986, e nella Pontificia Università Lateranense il Dottorato di Ricerca in «Utroque Iure» con una tesi dal titolo «Giusta, grave, gravissima causa nel diritto processuale canonico», pubblicata e a tutt’oggi utilizzata, dimorando nel nostro Collegio Internazionale in Roma dal 1991 al 1996.

Ancora diacono, i Superiori lo inviarono come animatore (1986-1987) del Seminario Serafico «Madonna dell’Olmo» in Thiene (Vicenza), diventandone, poi, direttore (1987-1991). Conseguito il Dottorato a Roma, rientra in Provincia, dove è nominato Guardiano del Convento del «SS.mo Redentore» in Venezia, vicedirettore dello Studio Teologico «Laurentianum» e Docente stabile dello stesso, nella Cattedra di Diritto Canonico (1996-2008).

Eletto Vicario Provinciale nel 1999, viene trasferito nella Curia Provinciale di Venezia-Mestre, assumendo il ruolo di Legale Rappresentante della Provincia Veneta (1999-2008) e Vicario della Fraternità, di cui sarà anche Guardiano nei due trienni successivi (2002-2008). Nel frattempo, quale Delegato, partecipa ai Capitoli Generali del 2006, 2012 e 2018.

Nel 2008 Fr. Roberto Genuin viene eletto Ministro Provinciale della Provincia di «Sant’Antonio», servizio che manterrà per due trienni fino al 2014, quando (2014) il Consiglio Generale lo nomina primo Ministro Provinciale della Provincia Veneta di «Santa Croce» (2014-2017, costituitasi dall’unione con la Provincia dei Cappuccini di Trento). Consigliere della CIMP Cap. nel triennio 2009-2012.

Nel 2017 Fr. Roberto è stato nominato Guardiano del Convento in Rovereto (Trento) e Legale Rappresentante del Conventi della Regione trentina. Da Rappresentante Legale si è impegnato per la trasparenza e il rinnovamento dell’amministrazione e l’adeguamento dei nostri luoghi alla normativa civile vigente.

FONTE: TELEPADREPIO

La chiesa locale esulta per il riconoscimento papale delle sue “virtù eroiche”

Carlo Acutis

Carlo Acutis è venerabile! Oggi papa Francesco ha autorizzato la pubblicazione del decreto che, sulla base del cammino ormai in fase avanzata verso la beatificazione, ne riconosce le “virtù eroiche”. Assisi, con tutta la nostra Chiesa particolare, esulta, in comunione con la Chiesa di Milano, che ha iniziato la causa.

Chi è Carlo? Un giovane di vita santa, morto all’età di 15 anni, che si appresta a salire agli onori degli altari, per la gioia della chiesa ambrosiana, che lo ha visto crescere in età e grazia, e della chiesa assisana, che è diventata la sua comunità di adozione, e custodisce i suoi resti mortali.

Il cimitero di Assisi, dove egli è sepolto, in questi anni, è diventato, intorno alla tomba di Carlo, un piccolo luogo di pellegrinaggio da tante parti d’Italia e anche dall’estero. In particolare Assisi ha onorato la sua memoria, con un oratorio a lui dedicato, presso l’antica cattedrale e parrocchia di Santa Maria Maggiore, ora eretta in Santuario della Spogliazione.

In questi anni tanti, anche assisani, mi chiedevano: ma perché non trasferirne il corpo dal cimitero a una chiesa? Ho ritenuto mio dovere di prudenza aspettare i tempi della Chiesa. Ora essi sono arrivati, dato che anche la traslazione del corpo rientra nell’ordinaria prassi ecclesiale, per quei servi di Dio diventati – come da oggi lo è Carlo – “venerabili”, in attesa che un miracolo compiuto per loro intercessione li porti prima al culto liturgico locale col titolo di “beati”, e poi al culto liturgico universale col titolo di “santi”.

È provvidenziale che la “venerabilità” di Carlo sia stata decretata da papa Francesco nell’imminenza del Sinodo per i giovani.

Carlo è una figura di ragazzo moderno, amante delle bellezze della natura e della tecnologia più avanzata, dagli occhi luminosi, dal cuore premuroso verso i poveri, dalla fede centrata sull’amore per Gesù nel suo mistero eucaristico, da lui chiamato “autostrada verso il cielo”, dalla tenera devozione per la Vergine Santa e il suo rosario. Assisi lo ha visto tante volte passare per le sue strade. Ho incontrato tante persone che lo hanno conosciuto.

L’ammirazione per lui e la devozione sono cresciute in questi anni in tante parti del mondo. Proprio a maggio scorso, nella Settimana della Spogliazione, se ne fece un ricordo caldo a cura del rettore del Santuario, p. Carlos Acacio, sullo sfondo di una relazione sulla santità tenuta da mons. Nunzio Galantino, Segretario generale della CEI.

La santità – viene a dirci Carlo – non è una realtà lontana. È possibile a tutte le età. È nient’altro che il quotidiano trasfigurato dalla bontà e dalla preghiera. È la luce di Dio che si riflette nei nostri occhi. È un cammino di gioia profonda e vera, che sa anche fare i conti con la sofferenza e con la morte, senza che si spengano la pace e la letizia del cuore.

Lo sta dicendo al mondo, da ottocento anni, Francesco d’Assisi, con la sua scelta radicale di spogliarsi della mondanità per vivere di vangelo. Viene a dircelo ora, nella stessa Assisi, questo giovane figlio del nostro tempo. La santità genera santità. È bello che Carlo Acutis, nato lontano da noi, sia stato attirato dalla grazia sulle orme del Santo di Assisi, per intensificare e, se possibile, rendere ancor più attuale il messaggio di santità che si irradia dalla Città Serafica.

Assisi gioisce! Il riconoscimento papale per Carlo è una nuova benedizione per la nostra Chiesa particolare e per la Città del Poverello.

Sia di stimolo a un rinnovamento generale della nostra vita. Aiuti tanti giovani a non lasciarsi irretire da ideali lusinghieri ed effimeri, per trovare ciò che conta davvero e dà gioia al cuore.

+ Domenico Sorrentino, vescovo

Assisi, 5 luglio 2018

FONTE: DIOCESIASSISI.IT

Frati Cappuccini Assisi