Frate Indovino Marzo 2011

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Marzo 2011


Ma ecco [ ... ] una consolazione! Giacché in mezzo ai rottami delle infrante navi, vedono un bello e nobile simulacro di Maria, il quale salvo ed intatto fra tante cose distrutte attrae gli sguardi e l'attenzione del popolo.

Esso è la grandiosa statua rappresentante una veneranda Matrona la quale col braccio sinistro sorregge un Bambino che stringe nella mano sinistra un piccolo globo che è il simbolo del mondo: e dalla destra tiene pendente una Corona ossia Rosario. Non è a dire che in quel simulacro fu riconosciuta l'Imagine della Madre di Dio.

A questo punto il Zignago nella sua Narrazione storica insieme al Giscardi osserva sulla scorta delle deposizioni giurate nel processo del 1636, che la statua nei giorni antecedenti alla tempesta fu veduta come ornamento alla poppa di una nave irlandese d'alto bordo ancorata in porto.

Sfasciatasi la nave, la statua per la violenza dei marosi fu sbalzata al ponte (allora detto dei Chiavarii) da questo ributtata al Molo vecchio là non certo senza divino intervento deposta intatta nello specchio delle acque della darsena.
(Cfr. Breve Narrazione Storica…, pagg. 16-17).


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