Frate Indovino Giugno 2010

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Frate Indovino Giugno 2010

 

Anzi bollente

"Si dice che ieri era un divertimento senza pericolo, oggi è un pericolo senza divertimento".

"Alcuni pensano che il calcio sia una questione di vita o di morte. Non sono d'accordo. Posso assicurarvi che è molto, molto di più" (Bill Shankly).

Qualcuno ha sottolineato il fatto che "in TV c'è più calcio che in una cura per osteoporosi" (CapaRezza) e, purtroppo, come c'è chi scatena la guerra per la pace, c'è chi scatena la rivoluzione perché gli arbitri facciano una visita oculistica.

Attenti: "Chi riscalda la testa delle folle, tenga d'occhio la pigna quando bolle".

Una persona con le mani in pasta sostiene che "solo chi pensa è saggio, e l'arbitro non può essere saggio, deve essere impulsivo, poiché deve decidere in tre decimi di secondo; senza un pizzico di follia non ci si mette a rischio in maniera così elevata" (Pierluigi Collina).

Penso che il "tifo" sia una brutta malattia infettiva, che mantenuta a livelli bassi può rappresentare anche un piacevole diversivo, ma se non si riesce a tenere sotto controllo è soggetta a brutte e pericolose complicazioni. E allora sono dolori.

È vero che "perde il cervello solo chi non ce l'ha", ma purtroppo ci sono esemplari dell'Homo Sapiens riusciti un po' male, che per essere intelligenti dovrebbero comportarsi in modo del tutto differente.

Voglio credere comunque che il buonsenso dei molti riesca a prevalere sulla follia dei pochi.


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Frati Cappuccini Assisi