Frate Indovino Gennaio 2010

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Frate Indovino Gennaio 2010

 

Se vuoi vendere la pelle scegli un bravo scortichino

Infatti, "chi non sa scorticar, taglia la pelle".

Si racconta che in un piccolo e povero Comune italiano, si era reso necessario allargare il cimitero. Ma i soldi non c'erano. Allora qualcuno suggerì: "Perché invece di allargare il cimitero non licenziamo il medico?".

Da che mondo è mondo i medici, come altre categorie, sono sotto tiro con battute tipo: "Meglio un topo tra due gatti che un malato tra due medici".

In Italia si fa un gran parlare di sanità nel caos, di non so quante vittime annuali della malasanità, di frodi, di morti sospette, di migliaia di operatori sanitari sotto inchiesta…

Poi, volti pagina, e trovi che gli italiani godono di una longevità tra le più alte al mondo, favorita da un corretto stile di vita e dalla crescente qualità dei servizi sanitari; che la mortalità causata dalle malattie infettive è stata pressoché azzerata; che il sistema sanitario italiano è uno dei migliori al mondo (Organizzazione Mondiale della Sanità - O.M.S.). Che dire?

Intanto il 71% degli italiani dichiara di aver ancora fiducia nei medici ed è convinto che "chi non obbedisce al medico, obbedirà in anticipo al becchino".

Da parte mia, cari amici, posso assicurarvi che si sente più un'oncia di malattia che un quintale di salute, e chi vuol conservare la salute per la vecchiaia, non la sciupi in gioventù.

Poi vi ricordo che il miglior medico è la natura: guarisce i due terzi delle malattie, e, come diceva Galeno, "non parla male dei colleghi".

Di medicine prendetene poche e solo se necessario, perché "chi prende medicine e non sta male consuma l'interesse e il capitale".

E a voi, cari medici, vorrei consigliare di fare qualche corso di "bella grafia", perché ancora sulle vostre ricette… non si capisce un accidenti.


Visita: www.frateindovino.eu

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