Frate Indovino Novembre 2009

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Frate Indovino Novembre 2009

 

Dalla Diffidenza Alla Fiducia Totale

Quando i nostri Missionari arrivarono in Amazzonia incontrarono una diffidenza generalizzata che spesso sfociò in ostilità aperta, specialmente da parte dei gestori del potere e dei "patrões" (proprietari terrieri).

Ad esempio, appena arrivati a S. Paulo de Olivença. fu votata dalle autorità municipali una legge che proibiva la vendita di terreni agli stranieri, evidentemente per impedire ai Missionari di costruirvi casa e chiesa. Dieci anni più tardi, le autorità dello stesso Municipio si recavano ufficialmente dal Prefetto Apostolico Mons. Evangelista da Cefalonia a chiedere di trasferire la sede principale della Missione nella loro cittadina.

Come si vede, nel giro di pochi anni i Missionari, con il loro coraggio e la loro intraprendenza, erano riusciti a capovolgere la situazione: da un atteggiamento di ostilità e diffidenza nei loro confronti, si era passati a un'accettazione unanime e ammirata. Cominciarono così a piovere i riconoscimenti e gli attestati di benemerenza, che nello scorrere di questi cento anni si sono rinnovati e moltiplicati in maniera inaspettata.

Uno per tutti, quello del dr. Efigenio de Sales. Presidente dello stato dell'Amazonas. che nel messaggio annuale del 1929 affermava: "Tutti gli encomi non sono sufficienti per esprimere quello che. per giustizia, meritano le Missioni religiose, che nelle foreste del Brasile svolgono un'opera silenziosa e di alto valore sociale e caritativo... In S. Paulo de Olivença nell'alto Solimões, vediamo ancora i Padri Cappuccini occupati con grande merito nella catechesi degli Indios, negli ospedali, nei collegi, nell'industria delle piantagioni che si vanno estendendo anche negli altri villaggi e Municipi... Plaudiamo a quest'opera di grande valore umanitario!".

Non poteva essere diversamente: le opere impiantate in così poco tempo e in modo così disinteressato parlavano da sole. Ma al di là di tutte le realtà promozionali realizzate dai nostri Missionari in Amazzonia, sta il fatto che essi hanno amato profondamente quel popolo al quale hanno dedicato tutta la propria vita, hanno condiviso le sue sofferenze e le sue speranze, lo hanno aiutato in ogni modo rimanendovi dentro e divenendone parte, poveri con i poveri. Quanti di loro hanno voluto chiudere i propri giorni e lasciare le proprie spoglie mortali in quella terra profondamente amata e divenuta loro seconda Patria!

E il popolo ha capito la sincerità di questa dedizione e ha ricambiato l'amore dei Missionari aprendosi a una fiducia piena e a una confidenza illimitata. Nel Missionario la gente ha visto e sperimentato il padre, il pastore, il confidente, l'amico, la guida, il punto di riferimento in ogni circostanza. Ecco perché la gente amazzonica ha continuato a portare per anni, per decenni, fiori freschi sulla tomba dei suoi Missionari.


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