Frate Indovino Maggio 2009

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Frate Indovino Maggio 2009

 

Ripara La Mia Casa

Con la "scoperta dell'America" e l'arrivo del colonizzatori, sono arrivati in Amazzonia anche i Missionari: ma la loro presenza, sia per le alterne vicende legate alle guerre di colonizzazione, sia per le difficoltà dei luoghi e del clima, si è verificata a ondate, con momenti di maggiore intensità e prolungati periodi di stasi.

Pensare che il vescovo del Pará, Dom José Afonso de Moraes Torres, in visita pastorale nel 1848, in tutto il Solimões (1500 km di fiume) registrò la presenza di un solo sacerdote, a Tefé. È facile capire, quindi, come i nostri Missionari trovassero al loro arrivo solo qualche cappella rovinata e fatiscente, insieme a una religiosità fatta di elementi cristiani, di magia, di animismo indigeno e di spiritismo tipico dei culti afro-brasiliani. E insieme, tanta superstizione, rapporti sociali improntati a ingiustizia e violenza e una morale familiare pressoché inesistente.

Il lavoro dei Missionari è stato grandioso: con le "desobrigas" hanno cominciato a visitare la gente nei villaggi e nelle baracche, hanno ricominciato daccapo il discorso della fede, hanno costruito cappelle e chiese non solo come luoghi di culto, ma anche come punti di riferimento e di coesione sociale (la cappella o la chiesa, infatti, all'inizio ha sempre funzionato da scuola, da luogo di riunione e di manifestazioni culturali e sociali).

Attorno ad esse sono sorti villaggi e piccole cittadine, ed esse hanno sempre contribuito a creare coesione umana e sociale. Così la realtà della Chiesa in Alto Solimões ha potuto fare un grande cammino, passando da Prefettura Apostolica (1910), a Prelatura Nullius (1950), a Diocesi (1992), con 8 parrocchie ben organizzate e un centinaio di c.e.b. (comunità ecclesiali di base) che il Missionario visita periodicamente, affidando a persone del luogo la responsabilità della preghiera comune (culto) e dell'organizzazione della carità.

A lungo andare anche in Alto Solimões il senso religioso si è purificato e approfondito, sono sorti gruppi e associazioni e oggi vi si vive un cristianesimo giovane ed entusiasta, con promettente fioritura di vocazioni. Ed anche se rimane ancora tanto da fare, mi sembra del tutto giustificato nutrire una fiduciosa speranza.


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