Frate Indovino Aprile 2009

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Frate Indovino Aprile 2009

 

Desobriga

Il 23 Maggio 1910 la Santa Sede creava la Prefettura Apostolica dell'Alto Solimões affidandola ai nostri Missionari: un territorio di 140.000 km2 dislocato lungo oltre mille chilometri di fiume (Rio Solimões e Javarí), in piena Amazzonia brasiliana, ai confini con la Colombia e il Perù.

Una terra dove l'unica via di comunicazione è il fiume, dove esistono solo pochi raggruppamenti umani molto distanti l'uno dall'altro, e il resto della gente vive dislocata lungo l'intricatissima rete di fiumi, affluenti, canali, laghi e sconfinamenti del fiume nella foresta.

In questo contesto era possibile l'incontro con il sacerdote molto raramente lungo il corso del fiume principale; una o due volte in vita, o forse mai, lungo le vie d'acqua secondarie. Ecco allora la desobriga, una parola che deriva dal verbo "desobrigar-se", cioè disobbligarsi, adempiere un obbligo, un dovere, che in questo campo si riferisce agli obblighi religiosi, compreso il precetto pasquale.

Cioè, il Missionario partiva dalla sua residenza con imbarcazioni di fortuna per visitare la gente che viveva lungo un determinato fiume, i suoi canali e i suoi affluenti e offrire il suo ministero di annuncio del Vangelo, regolarizzazione di matrimoni, battesimi, cresime, confessioni, celebrazione della Santa Messa. E insieme al servizio religioso, a un consiglio, a una parola di conforto e un sorriso sincero, portava anche un prontuario medico e quanto poteva aiutare quella povera gente bisognosa di tutto e dimenticata da tutti.

La "desobriga" era un'impresa ai limiti delle possibilità umane, che costringeva il Missionario a rimanere fuori sede anche per cinque-sei mesi, esposto a tutte le difficoltà, ostacoli, rischi e pericoli tra i più impensati. Ogni "desobriga" insomma era un mettere in gioco la propria vita: si partiva senza nessuna garanzia di ritorno.

E certamente non faccio della retorica se mi permetto di dire, con un po' di legittimo orgoglio, che i nostri Missionari hanno scritto con il loro sudore, e spesso con il loro sangue, pagine epiche di forza interiore, di altruismo e di bontà lungo i fiumi dell'Amazzonia.

E nello stesso tempo devo dire che la "desobriga" è stata l'occasione provvidenziale attraverso la quale il Missionario è potuto entrare nel cuore di quel popolo e ha potuto conoscere la sua geografia, la sua cultura, la sua storia, le sue tradizioni, le angosce conficcate nella sua carne e la bontà naturale, congenita che lo caratterizza.


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