Da un fastidioso vegetale al Velcro
Il Velcro è il nome commerciale di quel dispositivo per la chiusura rapida di abiti, borse, tute, sandali, prodotti per tappezzeria... formato da due bande di tessuto semirigido che si uniscono a pressione e si separano a strappo, sostituendo così altri tipi di chiusura, zip compresa.
Il nome è composto dalla prima parte di due parole francesi: vel(ours) velluto e cro(chet) uncino, gancio.
È stato inventato dallo svizzero George de Mestral (1907-1990) agli inizi degli anni '50, quando un giorno, durante una passeggiata in campagna, si ritrovò tra erbe alte ed ormai quasi secche.
Una volta venutone fuori si accorse che erano rimasti attaccati ostinatamente ai suoi vestiti numerosi capolini di bardana (arctium lappa), un'erba biennale, della famiglia delle composite.
Arrivato a casa con alcuni capolini ancora attaccati, li osservò attentamente e si accorse che erano formati sulle punte da una serie di minuscoli uncini che si attaccavano tenacemente incastrandosi nelle anse dei tessuti.
Anche in questo caso scoccò la "scintilla", e una volta riprodotti in laboratorio sono divenuti ormai di uso così comune, pratico e sicuro da essere utilizzati anche negli "space shuttle" americani.
"Non c'è erba che guardi in su, che non abbia la sua virtù". Ci aspettiamo un prossimo utilizzo anche per le bocche che parlano a vanvera!
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