Frate Indovino Dicembre 2008

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0 Felix Culpa (0 Felice Colpa)

La notte tra il Sabato Santo e la Domenica di Pasqua è, per i cristiani, una notte particolare perché si celebra la Risurrezione di Cristo.

In questa occasione la Chiesa ricorda tutte le "meraviglie" operate da Dio e ripercorre la propria storia, segnata da un amore tanto incondizionato quanto incomprensibile.

Nel ricordo di questo Mistero di Amore, che non è una favola ma sta al centro della sua fede, la Chiesa, solitamente discreta, austera, prudente, si abbandona ad una euforia quasi esagerata, e nella "sobria ebbrezza dello Spirito", canta: e le sue parole sono incredibilmente ardite, fin quasi alla temerarietà:

"O immensità del tuo amore per noi: per riscattare lo schiavo hai sacrificato il Figlio. 0 peccato di Adamo veramente necessario, che è stato distrutto dalla morte di Cristo. 0 felice colpa, che meritò di avere un così grande Redentore!"

Con questo la Chiesa non vuole assentire né giustificare in qualche modo il peccato. Vuole solo dichiarare, nell'esuberanza della gioia pasquale, che l'amore di Dio è infinitamente più grande della nostra malizia e del nostro peccato.

Dio è Colui che "disinnesca" la potenza del male e ne fa uno strumento di salvezza: Nell'albero della Croce Tu hai stabilito la salvezza dell'uomo, perché donde sorgeva la morte, di là risorgesse la vita, e chi dall'albero (dell'Eden) traeva vittoria, dall'albero (della Croce) venisse sconfitto.

In una parola, la Chiesa canta la vittoria definitiva del bene sul male, della vita sulla morte. Grida la sua fede in Dio, che nessuna macchinazione del "Serpente", né alcuna protervia umana potrà mai disarmare.

D'ora in poi non sarà più il male ad essere inesorabile, ma solo il bene.


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