Convento OFM Cap Todi

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La storia dell'insediamento dei Frati Minori Cappuccini in Todi risale al 1554, subito dopo la Controriforma, secondo alcune fonti, in Fiore, nel convento di San Valentino, poi a Spagliagrano, in quello di San Lorenzo fino al 1571. Angelo Cesi, eletto vescovo di Todi nel 1566, volle che il convento dei Frati Cappuccini sorgesse non molto lontano dalla Chiesa del Crocefisso, "sulle mine dell'antico monastero di monache detto di S. Maria Novella sulla strada per andare al Broglino". Per la cronaca molto materiale edilizio per tale costruzione venne ricavato dal distrutto convento di S. Agostino, situato fuori porta romana. Si dice anche che in quel luogo vi fosse anticamente un tempio romano sacro al culto di Ercole. I Frati vi si trasferirono nel 1575.

I Frati Cappuccini rimasero nel convento di S. Maria Nuova fino al 1860 e da lì furono deportati in Sardegna. Per rogito di Innocenzo Mariani il convento di S. Maria Nuova passò dalla Cassa Ecclesiastica al comune di Todi che lo cedette all'O.P Consolazione per la Colonia Agricola. Il monastero era conosciuto in quel periodo come Villa Garibaldi in un carteggio dell'Ufficio Tecnico provinciale del 9 ottobre 1864.
Il luogo di S. Maria Nuova fu uno dei più importanti della Provincia: era sede di studi, sede di una delle cinque custodie in cui era divisa la Provincia. Ma soprattutto il convento di S. Maria Nuova era tenuto in grande considerazione dalla cittadinanza tuderte, perché luogo di santificazione e di preghiera.

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I Frati Cappuccini ritornando a Todi non riebbero il loro vecchio convento, ma per mezzo dell'attivo ed efficace intervento dell'allora vescovo diocesano, Giuseppe Ridolfi e del Canonico Ruggero Bovelli, poterono acquistare il monastero delle monache benedettine detto delle Milizie e vi fecero il loro ingresso il 18 maggio 1906, così vennero ad abitare nell'edificio attuale, edificio immenso, forse perché costruito un poco alla volta, costituito da un insieme di fabbricati, ognuno dei quali faceva corpo a sé e perciò non troppo pratico per una comunità di Frati. I primi ad abitare il convento delle Milizie, tale è il vocabolo catastale, furono i Padri Domenico da Gualdo Tadino e Giuseppe da Nocera Umbra; non molto dopo vennero i Padri Cherubino da Gualdo Tadino e Venceslao da Spoleto.

L'attività dei primi Frati fu il risanamento e la ristrutturazione del Monastero delle Milizie, per trasformarlo in luogo adatto ad una vita semplice e decorosa; per questo cominciarono a vendere alcune parti del fabbricato e ricondurlo così a più modeste dimensioni. Dopo la prima guerra mondiale ci fu un rifiorire di vocazioni religiose, per cui il seminario di Gualdo Tadino era divenuto insufficiente ad ospitare i numerosi giovani che chiedevano di seguire San Francesco. Il 20 Agosto del 1923 i primi giovinetti inaugurarono il nuovo seminario, dando così un nuovo volto al convento di Todi e un nuovo scopo. Dopo un lento ed inesorabile declino, il seminario è rimasto senza aspiranti ed anche il numero di Frati si è assottigliato a tal punto che il convento di Todi ha rischiato la chiusura. Oggi restaurato e ristrutturato negli anni 1991-97, con le sale "Bernardino da Colpetrazzo", "Ven. Raniero da Sansepolcro" e la "Cantina fra Giocondo", è diventato sede di convegni di Spiritualità, di Storia Francescano-Cappuccina e di manifestazioni artistiche, come concerti, conferenze e mostre.

Frati Cappuccini Assisi