Clarisse Cappuccine di Gubbio

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Clarisse Cappuccine di Gubbio
Collaboratrici del Vangelo
La nostra Vita
Una Proposta

Chiara Ieri e Oggi

Identità delle Suore Clarisse Cappuccine Sacramentarie

Cari amici, ragazzi e ragazze a tutti voi che leggerete questa breve sintesi della nostra forma di vita claustrale: Pace e Bene!

Cappuccine GubbioCome sapete, siamo le Suore Clarisse Cappuccine Sacramentarie.

Anche noi, come S. Francesco e S. Chiara, siamo state chiamate dal Signore a realizzare ideali per contribuire al rinnovamento della Chiesa del nostro tempo: "Ripara la mia casa" ha detto il Salvatore a S. Francesco.

Chiara con la sue vita di profonda contemplazione contribuisce notevolmente a questa costruzione tanto che lo stesso S. Francesco stimava questo stile di vita come unica base della vita apostolica per la gente di ogni tempo.

La nostra origine come Clarisse Cappuccine ha avuto inizio nell'anno 1535 da una nobile spagnola di nome Maria Lorenza Longo; lei fondò un monastero a Napoli che al principio apparteneva al terz'ordine della famiglia francescana, ma nel 1538 adottò la regola di S. Chiara e le costituzioni della recente riforma dei Cappuccini: "Somma povertà, ritiro dal mondo, semplicità nella vita fraterna, e soprattutto vita di preghiera di giorno a di notte".

 

Peculiarità della nostra Vocazione come Sacramentarie
  1. Dentro il fine generale dell'ordine, della sua spiritualità, ci sentiamo chiamate a vivere la realtà del mistero eucaristico.
  2. Abbiamo al centro della nostra vita contemplativa "l'adorazione perpetua" che costituisce il punto di riferimento della nostra presenza nella Chiesa: Lui ci ha chiamate ad adorarlo di giorno a di notte a nome dell'umanità.
  3. La nostra missione nella Chiesa è essere segno e testimonianza che "proclama in modo speciale il soprannaturale del Regno di Dio e le sue esigenze supreme": dunque la nostra vita deve essere orientata permanentemente al servizio di Dio, nella solitudine del chiostro, in una consacrazione totale all'Essere Assoluto.
  4. Non ci ritiriamo dal mondo per soddisfare la nostra ansia di assoluto, né per evadere le realtà concrete della vita, ma è una vocazione che ci è stata data per gli altri: non proclamiamo il Regno di Dio con le parole, lo dimostriamo con la nostra forma di vita.


Frati Cappuccini Assisi