Cappuccine Città di Castello

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Cappuccine Città di Castello
Il sigillo di S. Veronica
La nostra vita

Origine e Storia del Monastero S. Veronica Giuliani
delle Cappuccine di Città di Castello


Il monastero delle cappuccine intitolato a santa Veronica Giuliani accoglie una fraternità di sorelle che professano la Regola di Santa Chiara d'Assisi secondo lo spirito della Riforma intrapresa dalla venerabile Lorenza Longo alla metà del 1500.


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La nostra fondatrice

Dal 1300 in poi vi fu un progressivo calo nel fervore e nel rigore dell'osservanza della regola e dello spirito francescano. Coletta Boylet da Corbie, agli inizi del 1400 si sente ispirata dal Signore ad intraprendere la riforma dell'intero Ordine di San Francesco, frati e monache comprese. Le costituzioni che lei stessa scrisse, avranno un'importanza fondamentale per la struttura legislativa delle cappuccine. Il secolo XVI in cui prende avvio la Riforma cappuccina, è un secolo pervaso da grande vitalità all'interno della Chiesa, tanto da creare un clima di rinnovamento generale. La nobildonna catalana Maria Lorenza Longo, facente parte del Terz'Ordine Francescano, dopo una vita spesa al servizi degli ultimi e dei sofferenti nell'ospedale degli Incurabili da lei stessa fondato a Napoli, sentì la chiamata divina a dare vita ad un monastero in cui si coltivasse intensa vita di preghiera, nella rinuncia e nel ritiro dal mondo. Nel 1534 riunì intorno a sé giovanette di umili natali che non sarebbero potute entrare in nessun altro monastero per mancanza di dote.

Nel 1535 Paolo III con la bolla Debitum pastoralis officii, autorizzava l'erezione del monastero e nel 1538 lo stesso Pontefice riconosceva la nuova fondazione come monastero di strettissima osservanza dell'Ordine di santa Chiara e ne affidava la cura pastorale ai frati cappuccini. Il nuovo monastero osservava la prima Regola di Santa Chiara e le Costituzioni di santa Coletta di Corbie nelle quali Lorenza Longo aveva rintracciato l'osservanza autentica dello spirito clariano, tutti gli altri monasteri di clarisse, infatti, osservavano a quel tempo la Regola di Urbano IV che mitigava l'altissima povertà concedendo il possedimento di beni e rendite. Le caratteristiche principali della Riforma delle Cappuccine sono: un'altissima povertà, che rifiuta doti e possedimenti, una vita austera, separazione dal mondo mediante rigida clausura, semplicità nella vita fraterna e soprattutto vita di preghiera, giorno e notte.


La fondazione del nostro monastero

La città di Perugia fu la prima che accolse la riforma delle cappuccine e fu proprio da qui che partirono le madri fondatrici del monastero che si intendeva costruire a Città di Castello. Il merito di aver impiantato la riforma delle cappuccine in città è di mons. Giovanni Fuccioli, referendario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica a Roma, il quale lasciò parte della sua cospicua eredità per l'erezione di un monastero di religiose cappuccine dell'Ordine di Santa Chiara. Il luogo scelto era anticamente la sede di una comunità di monaci benedettini olivetani; furono acquistate altre case per essere demolite e creare un'aerea idonea per la costruzione del monastero.

I lavori iniziarono nel 1629-1630 e vennero ultimati nel 1643, la struttura e le modalità di costruzione seguirono le indicazioni del vescovo san Carlo Borromeo che, raccogliendo l'invito del Concilio di Trento di un profondo rinnovamento spirituale dei monasteri, scrisse un manuale di architettura religiosa nel quale tracciava le linee portanti, dal punto di vista architettonico, della spiritualità e della missione delle cappuccine. Le due madri fondatrici, Costanza Danzetti e Cristina Ansidei, insieme a 14 "zitelle", furono introdotte nel monastero il 30 aprile del 1643 e due mesi dopo, il 2 luglio, si svolse la solenne vestizione in Duomo, con gran concorso di popolo.



Frati Cappuccini Assisi