Fuga in Egitto
Procedevano in silenzio. Giuseppe conduceva l'asinello per le briglie e con il bastone sondava le insidie nascoste tra la sabbia e i ciottoli del deserto.
Maria seduta sulla mite cavalcatura, stringeva tra le braccia il Bambino Gesù, come a difenderlo da oscure minacce, dimentica di essere lei stessa protetta da Lui, il frutto del suo grembo.
L'asinello, come compreso del grande compito a lui affidato, affrettava il passo, rallentando solo per strappare qualche raro ciuffo d'erba secca.
Giuseppe guardava lontano. Non lo preoccupava solo l'asperità del sentiero. Erano alcuni giorni che camminavano, e la stanchezza, la sete e la fame si facevano sentire.
D'improvviso, tra l'ondulare incerto della calura, gli sembrò di vedere un'ombra lontana che man mano prendeva consistenza. Il cuore di Giuseppe ebbe un sobbalzo: stavano arrivando ai piedi di una palma altissima, carica di frutti.
«Signore - pensò Giuseppe - chi andrà a prendere per noi quei frutti dolcissimi, che ci aiuteranno a continuare il cammino?».
Ed ecco dal cielo due punti luminosi, simili a filamenti di nuvola bianca, che si avvicinavano prendendo la forma di Angeli. Poggiarono la loro mano diafana sulla chioma della palma che si piegò fino a terra, offrendo alla Sacra Famiglia il ristoro per il resto del viaggio.
(Novella popolare ispirata ai vangeli apocrifi)
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