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24 APRILE: SAN FEDELE DA SIGMARINGEN

 

Marco Roy nasce nel 1578 a Sigmaringen, sul Danubio, nel Principato di Hohenzollern in Germania. È il quinto dei sei figli di Genoveffa Rosenberger e di Giovanni Roy, un ricco albergatore dell'Adler, più tardi membro del governo cittadino e borgomastro.

San Fedele da Sigmaringen «O Signore, trasformami tutto in Te! Intendo in special modo supplicarti di rendermi totalmente conforme alla tua santissima Umanità in tutte le tue virtú, tribolazioni, pene e tormenti, e soprattutto nella tua abiezione, umiltà e annientamento.»

San Fedele da Sigmaringen

 

Dopo aver compiuto i primi studi nella città natale, nel 1601 Marco si laurea in filosofia nel collegio dei gesuiti di Friburgo in Brisgovia. Tra il 1601 e il 1604 frequenta i corsi di giurisprudenza che interrompe, dal 1604 al 1610, per accompagnare un gruppo di studenti universitari, di famiglie nobili, in un viaggio di formazione lungo la Spagna, la Francia e l'Italia. Tornato a Friburgo, nel 1611 si laurea brillantemente in diritto canonico e civile, ma esercitò l'avvocatura per pochissimo tempo, quello necessario per essere soprannominato "l'avvocato dei poveri" perché difendeva gratuitamente coloro che non avevano denaro a sufficienza per pagarsi un avvocato.

Nel settembre del 1612, a 34 anni, venne ordinato sacerdote e il 4 ottobre dello stesso anno è accolto nel noviziato di Friburgo con il nome di fra Fedele. Dopo l'anno di noviziato fra Fedele iniziò a Costanza i quattro anni di teologia che termina nel 1618 a Frauenfeld. In quello stesso anno fu nominato guardiano del convento di Rheinfelden e poi, per la saggezza del suo governo, fu confermato superiore anche nei conventi di Feldkirch (1619-1620), Freiburg (1620-1621) e di nuovo Feldkirch (1621-1622). Mentre ricopriva, per la seconda volta, l'incarico di guardiano del convento di Feldkirch si prodigò nell'assistenza dei soldati colpiti dalla peste.

Creata da Propaganda Fide la Missione della Rezia, nel 1622 padre Fedele è inviato come missionario apostolico nel distretto di Prättigau (Pretigovia), dove la popolazione era in buona parte passata alla fede zwingliana.

Nonostante la tensione provocata dall'occupazione militare della regione da parte dell'arciduca Leopoldo V d'Austria, padre Fedele continuava la sua predicazione controriformista. Vi furono numerose conversioni, ma prevalse l'intolleranza dei contadini calvinisti del cantone svizzero dei Grigioni, scesi in guerra contro l'imperatore d'Austria, che lo accusavano di essere un agente al servizio dell'imperatore cattolico. Il 24 aprile del 1622, a Séwis, durante la predica domenicale, si udì qualche sparo. Padre Fedele terminò di celebrare la Messa e poi si riavviò verso casa. All'improvviso lo circondarono una ventina di soldati. Gli intimarono di rinnegare quanto aveva predicato poco prima e, al suo rifiuto, lo uccisero.

Aveva appena 44 anni d'età e solo dieci di professione religiosa e di ministero sacerdotale (1612-1622), ma vissuti infaticabilmente al servizio dell'ortodossia della fede cattolica. È il protomartire di Propaganda Fide.

Fu beatificato da Benedetto XIII il 24 marzo 1729 e canonizzato da Benedetto XIV il 29 giugno del 1746. Il 16 febbraio del 1771 la memoria liturgica di San Fedele da Sigmaringen fu estesa alla Chiesa universale. È patrono della regione di Hohenzollern e dei giuristi.

È stato un incontro all’insegna della condivisione delle esperienze fraterne che tale progetto, ormai da alcuni anni, promuove con slancio grazie alla sensibilità del Ministro generale dell’Ordine, fr. Mauro Jöhri, e al fedele accompagnamento operativo e carismatico del Consigliere generale delegato per il Progetto nonché presidente della Commissione nominata ad hoc, fr. Pio Murat.

In occasione di questa convocazione fraterna la Commissione ha potuto incontrare, favorendo lo scambio di esperienze, i diversi rappresentanti delle fraternità aderenti al progetto ed attualmente operative nel territorio europeo: nella fattispecie, i rappresentanti di Clermont Ferrand e Lourdes (Francia), Kilkenny (Irlanda), Anversa (Belgio), Spello (Italia). In un clima di condivisione di vita, connotato da franchezza e semplicità evangelica, la Commissione ha potuto rilevare come queste fraternità costituiscano una vera e propria “rete carismatica” all’interno dell’Ordine, non per differenziarsi ma al fine di ridare nuova linfa vitale al carisma donatoci dallo Spirito.

Lourdes

Nello stesso contesto, lunedì 24 luglio, alle ore 11.00, il Vescovo diocesano di Tarbes – Lourdes, S. E. Mons. Nicolas Brouwet, nella celebrazione della santa Messa nella Basilica di Nostra Signora del Rosario, ha ufficialmente accolto la nuova fraternità aderente al progetto istallatasi già da alcuni mesi a Lourdes. Il vescovo nell’omelia ha sottolineato come il proprium della vita e dell’apostolato dei cappuccini sia la vita fraterna evangelica, vissuta in povertà e minorità, ed ha chiesto ai frati di portare questa nostra peculiare caratteristica all’interno della vita e del servizio di accoglienza dei pellegrini al Santuario di Lourdes.

Felice di poterli accogliere, il Vescovo ha benedetto con una speciale benedizione, al termine della celebrazione eucaristica, i tre fratelli che hanno iniziato questa nuova esperienza, la quale, per una singolare circostanza, è anche accompagnata dalla testimonianza di santità di due confratelli (entrambi legati in modo speciale a Lourdes), la cui causa di beatificazione procede speditamente: il Venerabile fra Giacomo da Balduina (1900-1948), morto proprio a Lourdes e qui sepolto, e il Servo di Dio fra Marie Antoine de Lavaur (1855-1907), che del Santuario di Lourdes fu il grande apostolo e organizzatore della processione eucaristica e di quella “aux flambeaux”.

 

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Frati Cappuccini Assisi